Il cardinale Renato Raffaele Martino e monsignor Angelo Marchetto, presidente e segretario del Pontificio consiglio della Pastorale per i migranti e gli itineranti hanno presentato ieri un documento “teologico” rivoluzionario in cui si afferma che lo sfruttamento sessuale e la prostituzione «sono atti di violenza, che costituiscono un'offesa alla dignità umana e una grave violazione dei diritti fondamentali». Hanno fatto bene i due prelati a ricordarci queste cose. Perchè questo ci permette di chiedere al Cardinale Martino: come definirebbe, Eminenza, quegli atti perpetrati dallo Stato Pontificio quando, qualche secolo fa, amministrava i bordelli cittadini riscuotendo direttamente i tributi dalle prostitute?.